Ho atteso anni per quel momento. Ho vagato una notte intera in trepidante attesa dell'alba, solo per assistere a quei pochi istanti di eternità.

Il Kumbh Mela è uno dei pellegrinaggi più grandi al mondo, nonché quello induista più importante.

Ogni tre anni, a rotazione nelle quattro città bagnate dai fiumi sacri (Haridwar, Allahabad, Ujjain e Nasik), i pellegrini induisti si radunano per immergersi nelle acque del fiume sacro e quindi purificarsi. L’inizio del pellegrinaggio è sancito dal primo bagno sacro, il Shahi Bath.

Foto di Elisa De Pascali

Mi sono recata a Nasik due volte: prima dell’inizio del Kumbh Mela e successivamente per il Primo Shahi Bath.

Ho visitato la zona adibita ai sadhu: gli asceti. Un’enorme estensione di terra dove vengono allestiti tendoni per preghiere, ritrovi e meditazione e dove i sadhu vivono per tutta la durata del festival.

Foto di Elisa De Pascali

A Nasik, questo luogo si chiama Tapovan, “tap” significa meditare e “ovan” foresta. Ho potuto osservare la quotidianità dei sadhu a partire dall’alba, quando l’aria è ancora intrisa di quella brezza notturna e il chiarore del giorno comincia a fare breccia nel cielo.

Sospesi in un limbo tra notte e giorno, l’alba è il momento in cui l’India si rivela in tutta la sua vitalità e lentezza. Un ossimoro che ben indica l’essenza del Paese.

Foto di Elisa De Pascali

Alle prime luci del giorno, ho assistito ai pellegrini che si lavano nel fiume, adornano gli idoli con corone di fiori, leggono preghiere, intonano canti votivi, si sistemano il turbante sul capo e dipingono sul volto i segni distintivi della loro devozione.

La notte prima dello Shahi Bath, ho camminato 3 km a piedi per raggiungere il centro di Nasik, la riva del fiume Godavari dove i sadhu si sarebbero immersi all'alba per purificarsi. Insieme a me, una moltitudine di persone. Alle 7 del mattino finalmente arrivano i primi camioncini allestiti con decorazioni goliardiche, manifestazione di gioia e allegria. Siamo dall'altra parte del fiume (l'accesso alla zona dei bagni è infatti consentito solo ai giornalisti e fotografi muniti di autorizzazione) e sentiamo in lontananza le grida e i canti di festa degli asceti che si riversano nel fiume. Insieme a loro, noi tutti osserviamo quei movimenti catturati dalla forza di quell'immagine, potente, che si staglia davanti ai nostri occhi.

Foto di Elisa De Pascali

In mezzo a quella folla di persone, che inizialmente potrebbe smarrire, mi sono invece sentita parte di un tutt'uno. Mi ha stupito vedere milioni di persone unite nello stesso luogo per la fede senza distinzione di casta, età o etnia. Accomunate tutte dalla stessa volontà di rinascita, riconciliazione ed eternità che ciascuno, a modo suo, ha toccato per un istante durante quell'alba del 29 agosto 2015 sul fiume Godavari.

In India ci si perde infinite volte e altrettante ci si ritrova.

Ci tengo a riportare una descrizione meravigliosa in inglese (la traduzione in italiano non è disponibile) del Kumbh Mela a cui Mark Twain prese parte nel lontano 1895, che coglie in pieno la sensazione di pienezza interiore di quei momenti: 

"It is wonderful, the power of a faith like that, that can make multitudes upon multitudes of the old and weak and the young and frail enter without hesitation or complaint upon such incredible journeys and endure the resultant miseries without repainting. It is done in love, or it is done in fear; I do not know which it is. No matter what the impulse is, the act born of it is beyond imagination, marvelous to our kind of people, the cold whites".

Foto di Elisa De Pascali
"È meraviglioso, il potere di una fede come quella che fa intraprendere senza esitazione o lamentele viaggi incredibili a moltitudini e moltitudini di vecchi e deboli e giovani e fragili che sopportano le miserie che ne derivano senza ridimensionarle. 
È l'amore, o la paura che li spinge; non lo so. 
Non importa quale sia l'impulso, ma l'atto che ne scaturisce va oltre l'immaginazione e pieno di meraviglia per il tipo di persone che siamo, per noi freddi bianchi."
Mark Twain

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Autrice: Elisa De Pascali, @elisadepa su Instagram.

Sangue pugliese e anima indiana. Eterna viaggiatrice con il corpo e la mente. Storyteller attraverso immagini e parole. Ha vissuto per quasi tre anni in India, dove si è innamorata dei suoi colori e dalla vita che scorre ad ogni angolo. Tornata in Salento, dove è nata e cresciuta, mostra la bellezza della propria Terra e dei suoi viaggi in giro per il Mondo attraverso il suo blog: Elisa De Pascali - Nomadic Emotions and Stories of a Wanderer.