Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan e Tagikistan vengono spesso chiamati "Stan" per via del suffisso con il quale terminano i loro nomi, ma molto ancora c'è da sapere e scoprire su questi Paesi e sull'Asia Centrale anche perchè ancora poco frequentata dal punto di vista turistico.

 

Un po' di storia

L’Asia Centrale è stata per secoli terra fortemente contesa, da greci, turchi e successivamente mongoli, fino ad arrivare a quello che Kipling chiamò Il Grande Gioco, durante il quale inglesi e russi, per buona parte dell'Ottocento, furono coinvolti per la dominazione di tutta la regione. 

Piazza Registen - Samarcanda, Uzbekistan. Foto di Francesca Beccaria

L'Asia Centrale è sempre stata di fondamentale importanza dal punto di vista commerciale: per questi territori passava, infatti, la via che per secoli ha permesso lo sviluppo dei commerci tra Oriente ed Occidente. Grazie alla Via della Seta, reticolo di circa 8mila chilometri che mise per lungo tempo in collegamento l’impero cinese e quello romano, permise la crescita dello scambio di merci - soprattutto seta inizialmente - tra gli antichi regni ed imperi di tutta l'Eurasia.

Tornando ai giorni nostri, i Paesi di questa regione nel loro recente passato entrarono a far parte dell'URSS. Tra gli anni 20 e gli anni 90 del XX secolo hanno, infatti, vissuto la dominazione da parte della Russia, che ha rivoluzionato i loro sistemi economici e stabilito una forte dipendenza da Mosca, non è difficile dunque immaginare che tale influenza sia ancora oggi ben presente e visibile.  

 

Chi governa oggi questi paesi e alcune stranezze

Dalla fine dell'URSS, al governo di questi Paesi si sono avvicendati regimi autoritari e dittatori spesso "stravaganti" e bizzarri, ma certamente quello che avrebbe dovuto essere un processo di democratizzazione della regione, non è mai avvenuto. Il sistema di clan su cui si reggevano questi paesi prima della dominazione russa, è più o meno lo stesso che oggi regola le elezioni dei presidenti e della classe dirigente: matrimoni combinati, corruzione, favoritismi, repressioni violente, utilizzo della forza contro i dissidenti, sono le caratteristiche principali della maggior parte dei Paesi dell'Asia Centrale. Vi diamo solo alcuni spunti...

Il problema della corruzione è davvero molto diffuso in tutti gli Stan ed in cui le libertà fondamentali di associazione e di espressione sono continuamente represse e peseguite anche con la forza. 

In Uzbekistan le elezioni, sempre se così si possono chiamare, si svolgono ogni 5 anni, ma non è raro assistere ad episodi davvero surreali tra i candidati: nel 2015 uno dei altri candidati a diventare presidente paragonò Karimov - presidente dal 1991 al 2016, anno della morte - a Tamerlano, il grande conquistatore del Quindicesimo secolo che in Uzbekistan è visto come un eroe nazionale; per non parlare di quando nel 2000 un altro candidato ha dichiarato pubblicamente di avere votato per il proprio avversario Karimov, invece che per se stesso...

In Tagikistan negli ultimi anni è stata cambiata la Costituzione, di fatto abbassando a 30 anni l’età media per diventare presidente, permettendo così al figlio del presidente di essere eletto alla morte del padre Emomali Rahmon - una sorta di successione dinastica... 

L'unico stato che SEMBRA aver avviato un processo di democratizzazione è il Kyrgyzstan, l'unico al momento in cui il proprio capo del governo si è dimesso volontariamente a favore del presidente neo eletto nel 2010 ed è anche l'unico stato in cui una donna, anche se solo per pochi mesi, è stata alla giuda del Paese. 

 

Curiosità

Si fa fatica a distinguere uno stato dall'altro, a primo impatto, i nomi sono simili e la storia porterebbe pensare che essi si siano omologati negli anni, ma non è così se si fa un'analisi un poco più approfondita.

L'Asia Centrale è certamente poi una delle regioni più curiose al mondo, spesso le sue città sono ricordate come "capitali del trash" e come dicevamo prima, anche chi le governa si è distinto varie volte per stravaganze e stranezze. In più negli ultimi decenni, dopo la caduta dell'URSS, questa regione è tornata ad essere contesa da grandi potenze straniere e dopo l'emigrazioni di russi ed ucraini, la religione ortodossa ha lasciato spazio anche alla diffusione di altri credo, come per esempio l'islam.

Il Grande Gioco rinnovato oggi coinvolge oltre alla Russia, anche Europa e Stati Uniti, ma soprattutto la Cina, dalla quale molti Stan dipendono già energeticamente e di conseguenza anche economicamente. Grazie ad ingenti investimenti infrastrutturali Pechino cerca, come sta facendo anche in altre parti del Mondo, ad esempio in Africa, di imporre la propria influenza. Il progetto più importante è la realizzazione della “nuova Via della Seta”, una riproposizione in chiave contemporanea dell'antica via commerciale che collegava l’impero cinese a quello romano, ma che oggi prevede oltre alle vie terrestri anche quelle marittime. 

Yurte in Asia Centrale. Foto di Francesca Beccaria

La Russia mantiene comunque una certa egemonia sui suoi vecchi possedimenti ed infatti il russo resta la lingua grazie alla quale i vari popoli riescono a comunicare tra loro - difficile trovare qualcuno che conosca l'inglese!

L'Europa, conoscendo l'interesse sempre presente della Russia verso l'Asia centrale e volendo evitare una sua nuova espansione, cerca di attrarre a sé questi Stati, con i quali ha avviato scambi commerciali sempre più intensi negli ultimi anni. Non è un segreto, infatti, che tutti i presidenti della regione siano tuttora o abbiano avuto un intenso coinvolgimento nel Partito Comunista russo ed abbiano anche mantenuto forti legami con Mosca, proprio in virtù di quel passato. Basti pensare che per i Paesi più poveri della regione, come ad esempio il Kyrgyzstan, gran parte del PIL nazionale è costituito dai guadagni che i parenti emigrati in Russia, inviano alle famiglie rimaste in patria.

Per contrastare la diffusione dell'Islam in Tagikistan il governo ha vietato di portare la barba ai propri connazionali, in quanto ritenuto simbolo, insieme al hijab, della religione musulmana, anche se il proprio presidente Emomali Rahmon ha compiuto l'hajj quando è andato alla Mecca nel marzo 1997...

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Insomma l'Asia Centrale è una regione piena di contraddizioni e ancora in evoluzione che ancora non ha vissuto un interessamento da parte del turismo di massa, in cui è possibile viaggiare in modo autentico, a contatto con le popolazioni locali, vivere esperienze fuori dall'ordinario e in una dimensione in bilico tra Oriente ed Occidente! 

 


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