Che cosa direbbero le montagne se potessero parlare? 
Quali storie, quali leggende saprebbero narrarci? 
E di quanti mutamenti potrebbero parlarci? 
Anna di Nen.e.Bon le ha sentite e ci ha fatto questo regalo...

Una volta c’era meno uomo e più selva, selva intesa come area in cui la natura prosperava incontaminata, dove la flora e la fauna riuscivano a convivere con facilità e armonia.

Poi l’uomo esploratore è cambiato, e si è tramutato in uomo turista, ha iniziato a camminare sulle nostre montagne, con i suoi scarponi firmati o i sandali all’ultima moda, pretendendo di vedere le stelle senza chiedere il permesso, di mungere le mucche per divertimento e non per reale necessità, e farsi un selfie sulla cima dopo dieci minuti di funivia, dove la condivisione e il rispetto non erano più al primo posto. Cartacce abbandonate lungo i sentieri, mirtilli e funghi strappati via senza ritegno, terra battuta da milioni e milioni di piedi.

Ora più che mai è un dovere dell’uomo Rispettare - sì, con la R maiuscola - la natura che ci circonda, mantenere vive e preservare le tradizioni e la consapevolezza di camminare su un terreno che è lì da millenni e ha vissuto bene anche senza di noi.

L’uomo ha tra le mani una grande responsabilità: riuscire a convivere in armonia con il proprio pianeta, senza sfruttare al massimo le sue risorse che, come abbiamo visto, non sono infinite.

Vivere a contatto con una natura che ci dona ogni giorno pace, gioia, serenità, che ci sfama e ci fa divertire, significa preservarla, curarla quando ne ha bisogno, essere al suo fianco in questo cammino come amiche di vecchia data, senza rovinarla, calpestarla e senza sfruttarla.

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Mettendosi nei panni dei giganti buoni, quali sono le montagne, viene spontaneo chiedersi quanto sia importante per una regione come il Trentino ricca di parchi naturali, prendere coscienza di tutto questo ed iniziare a promuovere un turismo più equo e sostenibile.

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Il Trentino-Alto Adige è un luogo ricco di natura, che apre le porte a qualsiasi tipologia di turista: scalatori esperti, giovani Scout, camminatori solitari, famiglie con bambini, pensionati che cercano tranquillità. Ogni sentiero è adatto ad ognuna di queste categorie, ma non tutto è scontato, perché camminare in montagna richiede tanta responsabilità, quanta ne richiede navigare sempre più al largo in acque che non si conoscono; responsabilità verso sé stessi, verso il posto che ci ospita, verso la gente che lo abita, ma soprattutto nei confronti della natura che lo rende deliziosamente bello.

Dobbiamo ricordarci che ogni luogo è stato progettato per i suoi abitanti e non per noi, quindi siamo noi gli ospiti che dobbiamo adattarci, sia quando visitiamo una città, sia quando decidiamo di inoltrarci in un bosco o di salire passo dopo passo, verso la vetta di una montagna.

Impariamo a rallentare e dimentichiamoci della frenesia che caratterizza i ritmi imposti dalla società. Le montagne e la natura in generale, ci offrono la possibilità di respirare a pieni polmoni, di godere di ogni singola sfumatura di colore che un tramonto sa offrire, di usare i cinque sensi per cogliere suoni e profumi nuovi.

Ricordiamoci, inoltre, che ogni nostra comodità ha un prezzo e chi ne fa le spese, la maggior parte delle volte, sono alberi, prati e zone verdi. Teniamolo presente la prossima volta che vogliamo cocciutamente parcheggiare la nostra macchina a due passi dal lago o da una malga.

Abbiamo davvero un’immagine sbagliata di tutti questi luoghi. Ci siamo fatti prendere la mano, ci siamo dati un potere che purtroppo non abbiamo. Giochiamo a sentirci superiori con la natura ma è proprio questo il nostro grande errore. Pensiamo di essere noi i giganti, senza limiti, senza nessuno che ci possa fermare. Basta una frana, una valanga, un passo falso durante un’escursione e il gioco finisce per sempre. Senza la possibilità di ammirare un’altra alba o un altro tramonto.

Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino, Trentino. 
Foto di Nen.e.Bon

E allora cerchiamo di riscoprire il nostro buon senso e il nostro senso civico. Quella che una volta veniva insegnato a scuola, quello che toccava le coscienze di noi, piccoli futuri adulti di un mondo che aveva estremo bisogno di essere risanato, curato, valorizzato, ma che purtroppo ancora una volta, è stato solamente sfruttato a favore del dio denaro.

Quali sono le nostre intenzioni arrivati a questo punto? Noi abbiamo già scelto. Non vogliamo più vedere i nostri posti del cuore pieni di gente ammassata, ferma in colonna, aspettando una funivia per tornare a valle. Non vogliamo più vedere il terreno dei nostri boschi usurato da scarponi che vagano all’impazzata senza meta. Non vogliamo più vedere sacchetti bianchi pieni di spazzatura ai lati della strada.

Sappiamo che in Trentino-Alto Adige non desideriamo ospitare turisti, ma cittadini del mondo in grado di rispettare la nostra terra come fosse la loro casa, che sappiano accettare le nostre tradizioni e capire le nostre radici. Che si fermino ad ascoltare le nostre storie, a leggere le nostre leggende e che, fermandosi ai piedi delle nostre montagne, imparino ad essere umili . Perché è questa la prima lezione che ogni viaggio dovrebbe insegnare a tutti noi.

 


Autrici: Anna e Stefy, fondatrici di Nen.e.Bon

Due amiche con la passione per i viaggi lenti, la natura e le piccole cose. Il nostro sguardo è quello di due bambine curiose con le mani ancora sporche di terra. Amiamo le storie, le leggende e le tradizioni. La nostra casa è il Trentino.

Siamo autrici della Guida Fantasmagorica della Val di Fiemme, scritta ed illustrata per bambini che amano esplorare il mondo e vivere nuove avventure a contatto con la natura!

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