In molti ci chiedono se durante i nostri viaggi, c’è la possibilità non solo di visitare NGO o associazioni, ma anche di partecipare concretamente alle attività di queste strutture e svolgere un’esperienza di volontariato per qualche giorno. 
Questa domanda evidenzia una certa confusione in merito a due macro settori: quello dei turismo, nello specifico solidale e responsabile e quello del volontariato internazionale
Cerchiamo di capire insieme quali sono differenze e similitudini. 


QUESTIONE DI TEMPO


La prima differenza che mi sento di evidenziare tra un viaggio responsabile e il volontariato internazionale è concreta e misurabile: il tempo.

Solitamente i viaggi Yamana, ma più in generale tutti quelli venduti da agenzie e Tour Operator (TO) hanno una durata relativamente limitata. Due o tre settimane al massimo, nelle quali si vivono esperienze uniche, tra cui quelle di essere ospitati da associazioni e comunità impegnate a livello sociale e ambientale. Nella maggior parte dei casi questi sono viaggi itineranti, che non prevedono di alloggiare per più di 2-3 notti nella stessa struttura, davvero troppo poco tempo per poter vivere un'esperienza veramente rappresentativa di volontariato.

Per quest’ultimo, infatti, è necessario un periodo molto più prolungato, nel quale sia possibile costruire la giusta sinergia con colleghi e locali, conoscere usi e soprattutto i ritmi del luogo, oltre che per acquisire competenze. Solo grazie a questo tempo (almeno un mese, fino ad arrivare anche ad un anno o più) può crearsi un rapporto di fiducia basato sulla continuità, ideale al completamento del progetto di volontariato.

QUESTIONE DI SOSTANZA


Viaggi responsabili e volontariato internazionale hanno anche obiettivi differenti.
Il turismo responsabile ha come obiettivo quello di dare sostengono alle comunità locali mediante la creazione di lavoro, basato sul principio di giustizia economica e privo di sfruttamento, riconoscendo la centralità della comunità ospitante, unica protagonista dello sviluppo sostenibile del proprio territorio. Tutto questo viene generato dalle scelte del viaggiatore: favorire strutture ricettive più piccole, prestare attenzione al rispetto ambientale, a persone, regole, leggi e convenzioni sociali e soprattutto adottare un atteggiamento di adattamento alla diversa mentalità.

Il volontariato internazionale, invece, ha come obiettivi, oltre alla crescita personale del volontario, anche quella professionale e linguistica. Diventare volontario significa immergersi completamente nella vita dell’associazione e della comunità, presso la quale si presta il proprio servizio e le proprie competenze, con lo scopo di realizzare uno o più progetti nell’arco della propria permanenza, dal/i quale/i la comunità potrà trarre un beneficio di lungo termine e quindi progredire nel proprio sviluppo.

Entrambi questi “viaggi” necessitano poi di un periodo di preparazione. Formarsi ed informarsi sul contesto socio-politico del Paese, la cultura, la tradizioni, il cibo è fondamentale per l’accrescimento della consapevolezza individuale e per evitare in qualsiasi modo di urtare la sensibilità di chi ci ospita. Il rispetto lo si acquisisce proprio tramite l’approfondimento!

Tuttavia anche in questo caso ci sono delle differenze. 

La preparazione di un turista responsabile è spesso autonoma e sono poche le agenzie e i TO che curano questo aspetto, consigliando libri ed approfondimenti prima della partenza. Per noi di Yamana tutto ciò è invece centrale! 

Nel volontariato la formazione è parte integrante dell’esperienza e richiesta proprio dalle strutture ospitanti. Ayni Cooperazione opera con grande senso di responsabilità nel settore del volontariato internazionale da diverso tempo, non solo prestando attenzione nella valutazione preliminare di ONG ed associazioni, ma anche formando i propri volontari con un percorso strutturato. E’ indispensabile, infatti, che il volontario prima della propria partenza sia preparato adeguatamente sullo specifico progetto nel quale presterà servizio. La conoscenza è essenziale ai fini dell’immersione totale e della presa di coscienza richiesti al volontario: essi sono ingredienti fondamentali per la buona riuscita dell’esperienza sia da parte del volontario che dell’associazione o organizzazione ospitante. 

QUESTIONE DI SCELTA


Sia un viaggio di tipo responsabile, che un’esperienza di volontario internazionale, richiede l’assunzione di un grande impegno da parte di tutti gli attori: il turista, l’agenzia o TO, l’associazione o ONG, il volontario e chi si occupa di formarlo.

Scegliere di diventare un volontario internazionale o un viaggiatore solidale, rappresenta un’assunzione di responsabilità prima di tutto nei confronti delle popolazioni locali e delle comunità con le quali si sceglie di entrare in contatto, ma anche verso noi stessi!

E’ necessario quindi che il volontario e il viaggiatore siano cosci ancora prima di partire di quale sarà il loro ruolo ed è altresì importante che si pongano le seguenti domande: 

- Quale impatto voglio generare?
- Quale di queste esperienze è a me più affine?
- Quale impegno sento di potermi prendere?


Entrambe queste esperienze generano un impatto importante sulla nostra vita, su quella delle comunità, dei Paesi e delle popolazioni incontrate. 
Entrambe sono scelte importanti, perché vanno nella direzione dello sviluppo sostenibile! 

Sono quindi decisioni da prendere dopo un’attenta e consapevole riflessione su se stessi.



Per scoprire di più sul volontariato internazionale e sulla varietà di progetti a cui si può aderire, ti invitiamo a consultare il sito di Ayni Cooperazione.
Non puoi partire in questo momento? 
Ti interesserebbe un'esperienza di questo genere anche "da remoto"?
Ayni propone agli spiranti volontari anche opportunità di volontariato ONLINE!


Foto di Martina Tonarelli
Kathmandu - Nepal - agosto 2017
delle donne cuciono sulla strada per il tempio di Pashupatinath