L'Asia Centrale è costituita da 5 paesi, chiamati "Stan", facili da confondere, soprattutto per chi non ne ha approfondito storia e usi, ma la realtà è che sono stati davvero diversi tra loro!

Per darvi un'idea della varietà che potrete trovare in questa regione ancora poco frequentata dal turismo di massa, abbiamo pensato di lasciarvi qualche spunto per i vostri prossimi viaggi, consigliandovi un luogo incredibile per ognuno degli Stan: Turkmenistan, Tagikistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan e Kazakistan.

 

Tagikistan - altopiano del Pamir

Il Tagikistan ha un territorio prevalentemente montuoso: a nord la catena del Trans-Alay e a sud l'altopiano del Pamir. Questa regione è compresa tra i 3000 e i 4000 metri sul livello del mare - per maggiori informazioni su quali possano essere i disagi che si incontrano a queste altitudini potete leggere anche il nostro articolo sul Mal di Montagna. 

Yurte in Asia Centrale. Foto di Francesca Beccaria

Il Pamir si estende oltre che in Tagikistan, anche in Kyrgyzstan, Afganistan e Pakistan ed è popolato principalmente da popolazioni nomadi, o semi-nomadi, che dedicano la loro vita all'allevamento e a piccole coltivazioni. La loro abitazione tipica è la yurta: una tenda circolare bassa e larga, di circa 30mq, costruita con pelli e legno, facile da montare e smontare per essere "portata con sè" negli spostamenti.

 

Uzbekistan - Samarcanda

La capitale è Tashkent, ma la città sicuramente più conosciuta è la leggendaria Samarcanda: per secolo crocevia delle principali rotte commerciali tra Oriente de Occidente, fu in principio parete del primo impero Persiano...

Piazza Registan a Samarcanda, Uzbekistan. Foto di Francesca Beccaria

Letteralmente significa "fortezza do pietra" (da samar e kand) e simbolo della città sono gli imponenti edifici, i tre madrasa che si ergono intorno a Piazza Registan. Ciò che caratterizza questi edifici è la decorazione in ceramica che deriva dall'importante e fiorentissima produzione di maioliche, ma forse quello che non sapete è che...ogni anno circa 90 restauratori, lavorano alla ricostruzione del sito. Quando negli anni 80 è stata avviata la restaurazione del sito, le facciate, le maioliche, le cupole sono state completamente ricostruite per recuperare lo sfarzo che la piazza aveva ai tempi di Tamerlano, leggendario conquistatore del Quindicesimo secolo. 

 

Kyrgyzstan - bosco di noci selvatiche di Arslanbob

Foresta di noci selvatiche di Arslanbob, Kyrgyzstan.

Il Kyrgyzstan è il paese più povero degli altri Stan, sprovvisto di risorse nel proprio sottosuolo, ma ricchissimo di paesaggi alpini e natura rigogliosa! 

Oltre ai laghi, Issyk Kul e Songköl, vi consigliamo di concedervi una passeggiata nella parte più occidentale del Paese per vedere la foresta di noci selvatiche di Arslanbob - la più estesa macchia di noci selvatiche al mondo!

Le piante, alte fino a 30 metri, crescono tra i 1000 e i 1800 metri s.l.d.m. e si tratta di noci di 100-200 anni, ma che possono raggiungere anche i 1000 anni di età e dimensioni considerevoli. Anticamente le noci prodotte in questa zona venivano esportate lungo la Via della Seta, oggi si trovano in vendita nei mercati agricoli della zona, raccolte per uso personale dalle famiglie locali che le utilizzano per tipici piatti kyrgisi. 

 

Turkmenistan - La Porta dell'Inferno

Si trova nel deserto del Karakum e altro non è che una voragine artificiale creata a causa di una perforazione effettuata per la ricerca di petrolio. Al momento dello scavo il terreno è crollato dando origine ad una fuoriuscita di gas naturale, incendiato poi volontariamente dall'uomo. Dal 1971 il cratere brucia ininterrottamente...

Porta dell'Inferno nel deserto del Karakum in Turkmenistan

 

Kazakistan - il disastro ambientale del Lago di Aral

Evoluzione del disastro ambientale perpetrato sul Lago di Aral, tra Kazakistan ed Uzbekistan. 

Al confine tra Kazakistan ed Uzbekistan si trova il lago di Aral, simbolo di un disastro ambientale lungo un secolo. Dall'inizio della dominazione dell'URSS sull'Asia Centrale il Lago di Aral fu sfruttato per l'irrigazione massiccia dei terreni circostanti, il progetto di Mosca era infatti quello che far diventare gli stan il granaio della Russia, ma senza tener conto dell'aridità del territorio. Ai tempi della guerra fredda, per incrementare la produzione di cotone in Uzbekistan il regime realizzò canali per deviare il corso dei due fiumi immissari.

Nel corso degli ultimi 50 anni il lago si è lentamente prosciugato, diventando un deserto di sabbia salata e tossica. Per far posto alle piantagioni di cotone, infatti, vennero utilizzati enormi quantità di diserbanti che inquinarono irrimediabilmente il terreno circostante. Solo gli scheletri arrugginiti delle navi che un tempo solcavano le sue acque riescono quindi a sopravvivere al lago di Aral.

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Questi ultimi due luoghi ci permettono di fare una riflessione su quanto possa essere dannoso il nostro impatto di esseri umani sulla Natura, quanto noi con le nostre decisioni, anche turistiche, possiamo determinare cambiamenti a volte irreversibili sul nostro Pianeta. E' necessario un cambio di rotta, verso scelte più responsabili: la sostenibilità sociale, economica ed ambientale è ciò su cui dobbiamo puntare, soprattutto in Paesi e regioni del Mondo come questa, l'Asia Centrale, in cui il turismo massificato ancora non è arrivato ed in cui è quindi ancora possibile dare un'impronta positiva grazie al turismo responsabile!

 


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